Apre La Chiusa…

Categoria: IMDL - COME COSTRUIRE IL PROPRIO FUTURO

Il fondo agricolo La Chiusa, della contrada Beviero presso Montevago (AG), da più generazioni viene coltivato secondo i principi agricoli della tradizione locale. A poco a poco ad antichi ulivi si sono uniti un piccolo frutteto e tutto quello che può servire ad una famiglia durante l’anno. Un’altra risorsa è stata per anni l’impianto di due vigne, una di catarratto (storico vitigno autoctono) e una di syrah, le cui uve sono state conferite per oltre un decennio a diverse cantine. Da qualche anno il guadagno ricavato dalla vendita dell’uva non permetteva più di mantenere attiva la produzione. A quel punto abbiamo deciso di costituirci in società agricola, rinunciando alla soluzione di espiantare le vigne usufruendo dei fondi dell’UE. Abbiamo deciso di scommettere su noi stessi. La nostra famiglia, pur avendo alle spalle diversi percorsi professionali, dalla medicina alla musica, dalla storia antica all’architettura e la pedagogia, ha deciso di compiere questo ritorno alla terra.

Oggi la società agricola “La Chiusa” della famiglia Ientile produce il catarratto “Pietragialla” e il syrah “Tafù”, ed è in procinto di iniziare anche la commercializzazione di un olio extravergine d’oliva “nocellara del Belice”. L’impegno inizialmente si è configurato in tutta la sua complessità tra normative da conoscere, scelte da fare, dalla grafica alla distribuzione: per realizzare una bottiglia di vino, oltre ad avere un buon vitigno, e l’esperienza dei migliori addetti ai lavori, servono svariate competenze. In poco tempo abbiamo dovuto capire come districarci in ogni fase di lavorazione, dalla scelta del brand, del vetro da usare, a quella dei colori per l’etichetta, al nome da dare ai prodotti. L’entusiasmo ha convertito il limite dell’essere novellini del settore in risorsa. Ciascuno di noi ha messo a frutto le sue competenze: Stefano, l’architetto, si è occupato della parte grafica e del packaging; Irene, mette a frutto i suoi contatti e si occupa della distribuzione; Sergio controlla i lavori della campagna con Stefano e i genitori; Lucia si occupa della contabilità; Teresa, la piccola, supervisiona. Oltre alla speranza ragionevole di un profitto per noi è stata anche la scelta culturale di una fedeltà e di un rispetto per la natura nei suoi ritmi stagionali e nella sua biodiversità, contando sul fatto che questa riconquistata sensibilità possa avere una funzione liberatoria nei confronti di una vita sempre più grigia, alienata e standardizzata.

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