Ho sognato, ho voluto e ho potuto

Categoria: IMDL - COME COSTRUIRE IL PROPRIO FUTURO

Ho sognato, ho voluto e ho potuto

Racconto la mia storia con la speranza di suggerire una prospettiva diversa ai giovani di vent’anni (ma anche di trenta), che sono spaventati e depressi dalla situazione italiana.
L’Italia è il Paese più bello del mondo, e non ne sono fuggito: sarei comunque andato all’estero anche se fossimo ancora la quinta potenza industriale al mondo.
Avevo un bruciante desiderio di vedere e di vivere le terre lontane, in particolare la Russia. Oggi vivo a Mosca, una megalopoli cosmopolita che per me è la capitale dell’Eurasia. Da qui posso tranquillamente guardare l’Asia avendo almeno un piede in Europa.
Arrivato a metà degli studi di Legge, mi ritrovavo molto disorientato. Dentro a quell’esamificio non ci formavano da futuri giuristi: eravamo invece una mandria rumorosa di post-adolescenti da sistemare in un recinto (chi ha fatto Giurisprudenza a Torino intorno all’anno duemila sa bene di cosa parlo).
Tuttavia aveva ancora senso conquistare quel “pezzo di carta”. Se studiando non si fa molta strada, figuriamoci non studiando… È vero che gli imprenditori di maggior successo che ho conosciuto non hanno un’istruzione superiore, ma sono individui rari, di energia e idee fuori dal comune.
All’università avevo scelto un piano di studi “transnazionale”. Curiosamente, le lezioni di Diritto dei Paesi dell’Est non vennero mai attivate, nemmeno durante i miei troppi anni fuori-corso. Dunque, su 26 esami, gli unici rivelatisi davvero utili sul lavoro sono stati Diritto Privato Internazionale e Diritto Anglo-americano, e anche un corso di inglese giuridico all’Organizzazione Internazionale del Lavoro, che ha sede proprio a Torino.
Avendo compreso che non sarei mai diventato veramente un giurista, ma al massimo uno scribacchino del Diritto, cominciai a guardarmi intorno, per trovare il mio sentiero verso la maturità.
Sapevo bene l’inglese, così iniziai a insegnarlo in una scuola serale. Nel frattempo mi misi a studiare altre lingue: portoghese, francese, romeno, tedesco, arabo, senza mai innamorarmi davvero di una cultura straniera. Ma un giorno un amico mi convinse a seguire con lui un corso di russo. Quel caro amico, Lorenzo Bigiotto, è poi giunto fino in fondo al percorso da giurista, diventando avvocato e ora anche notaio; invece mi sono fermato alla laurea. Così, mentre davamo gli ultimi esami, andavamo insieme all’associazione Russkij Mir (www.arpnet.it/russkij), per imparare quella lingua affascinante e complessa che è il russo.
Mossi il primo piccolo passo della vita professionale grazie all’amico Mimmo, che aveva una ferramenta. Un cliente tedesco gli aveva mandato una richiesta interessante e gli serviva un interprete: imparai così gli elementi essenziali di uno scambio commerciale con l’estero. Era un lavoretto facile e divertente, che Mimmo ricambiava con qualche pranzo al bar.
Una volta laureato, partii subito per Mosca: in tasca avevo un indirizzo dove dormire, in testa un corso-base di russo e come bagaglio avevo entusiasmo e audacia. Detto così sembra troppo facile: in effetti, ero laureato in Legge, titolo abbastanza vuoto ma capace di impressionare ancora i datori di lavoro; avevo una discreta esperienza di insegnamento dell’inglese e la conoscenza di altre lingue. Avevo anche qualche variegata esperienza lavorativa nell’ambito dell’import-export.
Ora non vorrei che un ventenne credesse che per lavorare all’estero serva un curriculum particolare. I diplomi e le qualifiche sono fondamentali, quanto più si studia meglio è (intendo studiare per davvero, non solo prendere buoni voti), tuttavia i pezzi di carta sono inutili senza lo spirito di iniziativa.
Prima di partire per la Russia avevo chiesto consiglio a persone piu’ esperte di me. Quello che mi dissero sette anni fa, forse se lo sentono dire i ragazzi ancora oggi: «Ma che cosa pensi di fare laggiù?», «Fuori dall’UE non puoi mica fare l’avvocato, sei laureato in Italia!», «Un’azienda non ti manda all’estero di punto in bianco, devi fare almeno due anni di stage in Italia…»
Non puoi, non puoi, non puoi… mi ripetevano questa frase certamente pensando al mio bene. Io invece credevo al mio intuito e alla forza dei miei sogni. Ho sognato, ho voluto, e ho potuto. Valutai quali erano i punti di forza del mio curriculum e puntai tutto su quelli.
Creai una strategia semplice: propormi alla aziende torinesi che facevano business con la Russia.
Mandai però soltanto 5 curriculum. Mi risposero in due, molto interessati, ma cercavano una figura molto al di sopra del mio livello del momento. Il lavoro l’ho trovai chiacchierando all’aeroporto, il giorno in cui partii all’avventura. Al controllo passaporti, a Mosca, vidi due italiani in difficoltà, così mi avvicinai per dare una mano. Dopo averli aiutati, dissi: “Io sono qua per trovare un lavoro, e voi che fate?”. La risposta fu “Domani saremo in fiera, esporremo i nostri prodotti. Parli russo? Vieni a trovarci allo stand, magari puoi aiutarci ancora!”. Divenni subito il loro export manager. Soprattutto, sono entrato in contatto con Mario Lupi, imprenditore intelligente e persona eccezionale, che considero un fratello maggiore (e in quanto laureato alla Cattolica di Milano, costituisce l’eccezione a quanto dicevo prima sugli imprenditori di successo).
Sono stato fortunato, vero? Pero’ questa fortuna l’ho cercata e l’ho voluta, essendomi “buttato”, avendo rischiato, avendo la voglia di imparare cose nuove, diverse, di adattarmi a situazioni talvolta ostili.
A Mosca ho lavorato anche per una sartoria da uomo. È un’esperienza che mi ha avvicinato ai business moscoviti di alto livello, di cui ho potuto studiare un po’ la mentalità; e mi ha anche insegnato a gestire gli appuntamenti sia concretamente che psicologicamente (per esempio ad essere sicuro di me).
Infine mi sono trasformato in un consulente aziendale: aiuto le aziende italiane a entrare nei mercati dell’ex Unione Sovietica, appetitosi e ancora in parte inesplorati.
Lavoro insieme al caro amico Domenico Giordano, che ha una struttura solida e ben avviata (www.brokerage-est.com).
Continuo ancora la collaborazione con Mario Lupi, che nella sua nuova azienda produce prodotti per la cura del corpo e dei capelli (www.osaine.com, www.lineaoptima.com, www.teotema.com).
Infine devo ringraziare con tutto il cuore i miei genitori: aiutandoli nei fine settimana nel loro negozio di alimentari ho imparato tutte le qualità che servono nella vita: coraggio, impegno, organizzazione e fantasia.
Buona fortuna a tutti!
vincenzo.ferrara@mail.ru

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