Lucia Palmas, quando la passione si trasforma in professione.

Categoria: IMDL - COME COSTRUIRE IL PROPRIO FUTURO

L’amore per i tessuti e per le stoffe l’hanno portata a diventare stilista di moda e disegnatrice di tessuti. Ha aperto un Atelier a Maratea, in Basilicata, in cui espone le sue collezioni ispirate alle bellezze naturali e dedicate a tutti gli spiriti liberi, a tutti coloro che “non si fanno imprigionare dalle mode”. Lucia è come l’onda del mare, sempre in movimento, sempre in continua evoluzione, con un bisogno irrefrenabile di conoscenza e di confronto. Una delle sue ultime sfide è quella di portare la sua arte fuori dall’Italia, in un Paese “caldo” come Capo Verde, Gran Canaria, Madagascar o l’India, per diffondere e raccogliere i frutti di tanto lavoro e tanta passione.
Come nasce Lucia Palmas stilista di moda e disegnatrice di tessuti?
La passione per le stoffe e i tessuti ha sempre fatto parte di me, sin da piccola. Dipingevo i tessuti da sola, come li volevo io, come li vedevo nella mia mente, sperimentavo di tutto, stampa con le patate, batik, lega&tingi. Ovviamente ci sono voluti degli anni prima che il mio sogno si realizzasse. Grazie alle nuove tecnologie, alla stampa injet, ora anche piccole realtà come la mia possono produrre i propri tessuti stampati. Il tessuto è tutto per uno stilista, quando si guarda un disegno già si fantastica sull’abito. Negli ultimi anni non riuscivo più ad interpretare i tessuti di altri, mi sentivo limitata, quello che creavo non mi soddisfaceva, non esprimeva pienamente quello che desideravo trasmettere e allora ho fatto il grande salto, ho investito stampando tessuti disegnati da me ed ora finalmente le mie collezioni le sento completamente mie.
Qual è stato il tuo percorso lavorativo?
È stato un percorso a 360°, dall’insegnamento nelle scuole di moda alla collaborazione nelle riviste di moda, dal cucire i “punti molli” nelle piccole sartorie a fare cappellini da sera per le amiche, ho osservato molto e ho imparato molto. Ma soprattutto, ho avuto degli ottimi insegnanti. Ringrazio tutti i maestri che ho incontrato lungo il mio percorso, da loro ho imparato ad essere umile e ad ascoltare, nonostante sia sempre un’infaticabile chiacchierona.
Cosa ti piace esprimere nelle tue creazioni e a chi si rivolgono?
Le mie collezioni sono dedicate agli spiriti liberi, alle donne e agli uomini che non si fanno imprigionare dalle mode, che seguono il proprio istinto, sicuri di essere sempre a proprio agio in ogni occasione, fedeli sempre a se stessi. La linea che produco e disegno qui a Maratea, è ispirata e dedicata a tutta questa bellezza naturale, alle tradizioni che regnano ancora molto forti. Ho fortemente voluto fermare tutto questo nei miei tessuti, negli abiti ed accessori, affinché tutto questo “sapere” non vada perduto e, spero tanto in un futuro, ricordato. Le collezioni sono di due tipologie: la prima linea rivisita antichi capi d’arredamento e non solo, trasformandoli in capi esclusivi, romantici; la seconda linea è realizzata con i tessuti disegnati da me, soggetti dedicati ai colori del mare e dei fiori, che raccontano spesso storie d’amore.Uno dei tessuti della Collezione s’intitola “Il Bacio del Marinaio”.
Che riscontro hai avuto nel corso degli anni?
Durante la mia carriera ci sono stati momenti in cui ho ottenuto dei riscontri professionali positivi ed altri negativi, ma ho sempre potuto esprimere la mia creatività e questa è una grande fortuna. Una volta, lessi una frase che è riuscita a cambiare la mia vita per sempre: “TROVA QUALCHE COSA CHE TI PIACCIA FARE E VIVI UNA VITA CHE LO DIMOSTRI”. Da quel giorno mi sono sempre adoperata per realizzare nella mia vita questo concetto ed almeno in questo, sino ad ora, ci sono riuscita.
Nove anni fa ti sei spostata da Genova a Maratea. Perché questa scelta e perché proprio Maratea?
Ho seguito un amore sino a Matera, che poi è finito. Avevo ottenuto un Finanziamento per l’Imprenditoria Femminile, ma potevo usufruirne solo in Basilicata. Avevo da poco conosciuto Maratea, località che assomiglia alla nostra costa ligure, quella del levante, così ho deciso di provare ed eccomi qui!!
Oltre all’amore, quali erano le aspirazioni che ti hanno accompagnata in quel periodo?
In quel periodo ero molto fragile, ma ero motivata a realizzare il progetto, che è poi quello attuale: una linea moda dedicata al territorio, un’attrazione turistica che apra un circuito lavorativo, per non far fuggire i giovani da questa terra. Un pò come i capi Positano, i sandaletti di Capri e così di seguito….
Sei riuscita a realizzare tutte le tue aspettative nel corso di questi nove anni?
Purtroppo non ancora, non sono ancora riuscita a far conoscere questa linea moda come vorrei. Sono certa che potrebbe svilupparsi in tante realtà professionali, collaboratori per il laboratorio, personale di vendita, studio stilistico, ufficio stampa e perchè no? Una piccola stamperia tessile. Purtroppo, chi non ha ancora visto tutto questo potenziale nel progetto, sono proprio gli abitanti del posto e non riesco a spiegarmi il motivo… E pensare che il mio lavoro qui è un omaggio a questo luogo bellissimo, un luogo che mi ha aiutato a superare uno dei momenti più difficili della mia vita.
Che cambiamento ha portato questo trasferimento nella tua vita privata e professionale?
Creativamente sono molto più libera, uso il colore con maggior sicurezza, mi sento in completa sintonia con le mie produzioni, sono meno contaminata dalle tendenze e quindi riesco a realizzare capi che si discostano un poco da tutte le informazioni, li sento più vicini a me. Qui sono stata spesso molto sola, la solitudine mi ha aiutato molto, ho incontrato me stessa, ho iniziato la meditazione, mi ascolto di più, la natura mi aiuta nei ragionamenti, mi suggerisce le soluzioni… I rumori della città sono lontani sia dalle mie orecchie che dalla mia testa, non tornerei più a vivere in un grande centro, la natura quando è molto bella e seducente, riesce a riempirti la vita.Certo sono lontana dalle grandi metropoli, ma ci vado con una certa frequenza per lavoro e sono felice ogni volta di ritornare. Ora si può lavorare e creare ovunque, non sono i luoghi, ma le persone che creano le distanze.
Pensi che la staticità, per un’attività come la tua, sia controproducente?
La staticità non esiste, questo vivere lento ti spinge a fare sempre, almeno per me è così. Creo pattern in continuazione, faccio stampare i tessuti a Como, confeziono vestiti ed accessori, programmo la stagione del negozio con eventi, rappresento e promuovo diverse produzioni artigianali di tutta Italia. Sono sempre alla ricerca di idee nuove e nuovi contatti per promuovere negozio e vestiti. Se c’è unìazione che non faccio, è proprio quella di star ferma, sia con la testa che con il corpo!!! Vado a camminare spesso e molto volentieri, è in quei momenti che scopro i dettagli più belli della natura, quelli che successivamente, trasferisco sui tessuti.
Mi hai parlato di un’ulteriore trasferimento. Ci spieghi meglio il progetto?
Ho sempre desiderato avere un’esperienza di vita all’estero, ora sono pronta, mi conosco meglio e desidero rendere nomade il mio negozio. Sempre con l’intento di far conoscere a più persone possibili, la mia produzione e l’artigianato italiano.
Sei una persona con un ricco percorso professionale, molti al tuo posto si sarebbero fermati a raccogliere ciò che avevano seminato, tu invece sei alla continua ricerca e riscoperta di nuove forme d’arte e d’insegnamento. Cosa ti spinge a non fermarti?
Ho un bisogno irrefrenabile di conoscere, di imparare e di confrontarmi. Mi sembra di non sapere mai abbastanza, ho il terrore di rimanere con pensieri fissi e non adeguati ai tempi. Non sono ancora pronta a fermarmi, qui l’inverno è lungo e silenzioso, i primi tempi avevo bisogno di questo e mi andava bene, ora ho bisogno di altro. Sono cambiata in questi anni, mi sono accorta che i piccoli borghi tendono ad illudere: arrivi a pensare che il mondo sia tutto lì, invece appena ti muovi, ti accorgi che fuori c’è tantissimo da sperimentare. Qui a Maratea frequento molti amici che lavorano nell’arte e nel design, tutti provenienti da altre città, Milano, Roma, Napoli, ma tutti ci concediamo momenti di fuga, è naturale, sono momenti necessari per creare e per apprezzare ancora di più la scelta che abbiamo fatto di trasferirci qui.
Verso quale Paese saresti orientata?
Preferisco sempre le zone turistiche, inseguo l’estate, i luoghi dove c’è l’estate mentre qui è inverno e soprattutto dove c’è il mare, non potrei vivere senza…Il mio target di clientela, come ho detto prima, è lo spirito libero, sono i viaggiatori. Quando qui a Maratea è inverno, a me piacerebbe vivere nelle isole calde, come le Gran Canarie, Capo Verde. Ho sentito parlare di una piccola isola francese vicino al Madagascar…..ma sto ricevendo anche proposte per l’India, Goa… Il progetto è nomade, non ho intenzione di ritornare sempre tutti gli inverni nello stesso posto, ma potrà anche capitare che il luogo che mi accoglierà, riuscirà a rapirmi così tanto da farmi cambiare idea, ora però, nella mia mente l’idea è in questo modo.A Capo Verde c’è una grande comunità di genovesi, siamo come il prezzemolo…
Non hai un po’ paura a rimetterti in gioco in una nuova realtà?
Quando nel 2002 venni qui a Maratea non conoscevo nessuno, avevo solo l’indirizzo della casa che avevo preso in affitto. Una volta aver fatto il salto, dopo un pò si ha voglia di riprovare quell’emozione! La paura c’è sempre, guai se così non fosse, ma è proprio questo il bello del cambiamento, nel non sapere come sarà, che sviluppi avrà. L’esperienza di Maratea ha cambiato per sempre la visione della mia vita e poi, qui a Maratea potrei sempre tornarci d’estate. Raccoglierò prima o poi i frutti di tanto lavoro!

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