10 consigli per un colloquio perfetto!

Categoria: IMDL - CONSIGLI E INFO

GiGroup dà una serie di utili dritte per tutti quelli che sono alle
prese con la ricerca di un lavoro. Dalle emozioni all’abbigliamento, dalla
puntualità all’atteggiamento, ecco come comportarsi prima, durante e
dopo il colloquio per fare una buona impressione e ottenere il posto

Come gestire le difficoltà emotive e giocarsi al meglio le proprie carte
durante un colloquio di lavoro? Quale l’atteggiamento e l’abbigliamento migliori
da adottare? Come è possibile controllare l’ansia? Quali i trucchi per
valorizzare le proprie competenze? Per rispondere a questi e ad altri dubbi
a cui tutti pensano prima di sostenere un colloquio di lavoro, Gi Group, gruppo
italiano dedicato ai servizi per il mondo del lavoro, propone un decalogo di
consigli per riuscire a sfruttare al meglio l’occasione di un colloquio di
lavoro, specie in un periodo di generale difficoltà come quello attuale
in cui le occasioni di lavoro sono meno numerose che in passato. Ecco il vademecum
di consigli a firma Gi Group:

1 Essere informati

Nel momento in cui viene fissato l’appuntamento per il colloquio è fondamentale
acquisire informazioni relative all’azienda per cui ci si candida, consultando
il sito internet per comprenderne dimensioni, settore, attività di business
e posizionamento sul mercato. D’altra parte è utile anche rileggere
accuratamente l’annuncio a cui si è risposto e rivedere il proprio cv,
onde evitare di farsi cogliere impreparati o di rispondere in modo incoerente
in fase di colloquio.

2 Controllare l’emotività e l’ansia

Innanzitutto essere ben preparati sull’azienda e il ruolo per cui ci
si propone, è un buon punto di partenza per riuscire a mantenere un
atteggiamento sereno e positivo.

In ogni caso, il colloquio non va mai visto come un momento in cui si
viene giudicati, piuttosto, invece, come un’occasione da sfruttare a pieno,
per scambiarsi informazioni utili con il selezionatore al fine di capire se
sia o meno un lavoro adatto a noi. Inoltre, è buona norma non entrare
troppo nella propria sfera personale, mantenendo una più discreta distanza
professionale.

3 Atteggiamento professionale e dinamico

In linea generale sono da evitare sia un atteggiamento aggressivo o troppo
sicuro di sé che uno troppo informale o peggio passivo che dia l’impressione
di subire il colloquio senza parteciparvi attivamente. Solitamente sono, invece,
apprezzati, l’atteggiamento professionale e la chiarezza d’idee, che però non
devono trasformarsi in rigidità, ma essere invece supportate da un buono
spirito di adattamento.

4 Essere coerenti e non mentire

Le domande, da parte del selezionatore, possono vertere su diversi aspetti,
dal curriculum vitae, alle esperienze lavorative, per arrivare alle proprie
aspettative, ai propri interessi o all’autovalutazione del proprio carattere.
Spesso, inoltre, vengono fatte domande di verifica per tornare su aspetti poco
chiari; è indispensabile, dunque, non mentire ed essere trasparenti,
poiché un selezionatore abituato a gestire i colloqui non ci metterà molto
a scoprire le incongruenze con il solo risultato di apparire insicuri o peggio
inaffidabili.

6 Dimostrarsi disponibili e flessibili

Evidenziare le proprie preferenze in ambito lavorativo senza che queste
diventino un vincolo o causa d’irrigidimento, perché se da un lato è importante
dimostrare di non essere disposti ad accettare “qualunque lavoro”,
dall’altro comprendere il contesto, anche e soprattutto in questo periodo di
difficoltà generale, dimostrando volontà di mettersi in gioco
e disponibilità ad adattarsi, può senza dubbio essere una carta
vincente.

7 Ascoltare con attenzione e rispondere con chiarezza

Per rispondere in modo chiaro, conciso ma esaustivo è innanzitutto necessario
ascoltare attentamente le domande che vengono rivolte, tentando di cogliere
in profondità il loro significato. Tono pacato, lessico ricco e privo
di espressioni dialettali o slang sono poi generalmente molto apprezzati, così come
la capacità di evitare divagazioni o al contrario risposte estremamente
sintetiche, quasi a monosillabi.

8 Puntuali, ma non troppo

È
importante presentarsi presso la sede del colloquio in orario, quindi,
né con largo anticipo né in ritardo. L’ideale è arrivare
massimo 15 minuti prima dell’orario prefissato, per avere la possibilità di
acclimatarsi osservando l’ambiente circostante senza però creare disturbo.
Inoltre, in caso di ritardo, per qualsiasi impedimento va avvertito il selezionatore;
non farlo, infatti, è generalmente percepito come disinteresse e mancanza
di rispetto verso chi vi sta aspettando.

9 Come vestirsi?

L’abbigliamento in linea generale deve essere pulito, ordinato e sobrio
poiché il primo impatto è importante e può influenzare
l’andamento stesso del colloquio. Senza dubbio poi, anche l’abbigliamento va
adeguato al contesto lavorativo; ben diverso sarà infatti il modo di
presentarsi a seconda che si tratti di un contesto formale, come ad esempio
nel caso di banche e assicurazioni, piuttosto che nell’ambito della comunicazione
pubblicitaria in cui è spesso concesso più estro.

10 Mostrare curiosità

Nella fase finale del colloquio spesso il selezionatore rivolge la classica
domanda: “Ha ulteriori informazioni da chiedere?”. In questo caso è,
ancora una volta, importante dimostrarsi curiosi. In questa fase, infatti,
il candidato può esprimere eventuali dubbi o richiedere ulteriori informazioni
non emerse durante il colloquio. In un primo momento, poi, è consigliabile
non mostrare troppo interesse per la retribuzione, argomento generalmente discusso
nei colloqui successivi.

Fonte: Studenti.it

Redazione – Il Mercato del Lavoro

Condividi su:

I commenti sono disabilitati.

WIDGETS NEEDED!

Go ahead and add some widgets here! Admin > Appearance > Widgets

UA-1135640-30