Come utilizzare i social media come canali preferenziali per erogare servizi di formazione online

Categoria: IMDL - MONITORANDO IL WEB

La formazione a distanza (FAD) vanta una lunga tradizione. Già nei decenni scorsi infatti veicolare “conoscenza” da remoto era un servizio standard offerto da disparati istituti educativi quali università o scuole di formazione. Il mezzo privilegiato al tempo era naturalmente il servizio postale nazionale mediante il quale inviare il materiale didattico acquistato dai discenti. Il formato più utilizzato era ovviamente quello cartaceo, a supporto del quale venivano spesso utilizzati audio tape prima e CD ROM poi. Le cose, contestualmente all’avvento dell’era digitale, si sono evolute sensibilmente. La diffusione di Internet fa si che l’e-Learning diventi il principale metodo di Apprendimento (elettronico) a distanza. Da una parte l’allievo, dall’altro il suo Coach, nel mezzo il materiale veicolato in forma telematica e condiviso attraverso la Rete in sessioni e valutazioni, il tutto comodamente da casa (o da una postazione preferita). Obiettivo finale: ottenere un attestato di studio.
Ma cosa è accaduto dopo il boom del fenomeno Social Network? Gli addetti ai lavori non sono rimasti a guardare e hanno colto l’occasione di sfruttare al meglio il fattore relazionale per istituire servizi innovativi all’insegna della collaborazione e della condivisione del sapere. Nascono così una serie di piattaforme, alcune specializzate su tematiche definite, altre più generaliste, ma tutte capaci di fornire all’utente utili strumenti per l’apprendimento via Social.

Prendiamo ad esempio il caso più famoso, ossia la KhanAcademy.org di Salman Khan, pluri-laureato cervellone precursore del training online. Nato nel 2006 come sistema di tutoraggio da remoto, in cui i cugini di Khan erano i diretti allievi (utilizzando le immagini di Yahoo Doodle), i crescenti feedback ricevuti in merito alla richiesta di maggiore interattività portarono il creatore a migrare tutte le lezioni su YouTube. Oggi le lezioni, oltre 4000 video sotto licenza Creative Commons, sono accessibili sia su YouTube che sul sito ufficiale KhanAcademy.org, assieme a batterie di esercizi e file in modalità peer-to-peer.

Dello stesso anno è il portale Italki.com, con base a Shangai, lanciato nel dicembre del 2006 dai suoi due fondatori (uno cinese, l’altro americano), è una piattaforma dedicata all’apprendimento delle lingue straniere. Il networking permette infatti di imparare grazie a formule di social learning o self-study, entrando in contatto con madrelingua da tutto il mondo, postando domande e risposte, partecipando a lezioni one-to-one o a gruppi di studio. Le lezioni possono essere gratuite (alla pari) oppure a pagamento. Sono disponibili file in sharing, podcast e tante altre soluzioni in una community che conta oltre 900 mila utenti. Ed è in italiano.

Altra piattaforma dedicata al language training è Livemocha.com. Non solo esercitazioni pratiche, ma anche un sistema di ranking per permettere di esprimere un giudizio sulle competenze acquisite dagli utenti. Inoltre una chat utile a interagire con individui madrelingua sulla correttezza di pronuncia e traduzioni ma anche sullo slang in uso (modi di dire, frasi gergali, ecc.).

Discorso a parte merita Elgg.org, un Social Networking Engine open source che permette di creare degli spazi virtuali dedicati alla formazione online, attraverso l’utilizzo di blogging, microblogging e una serie di plugin. Tante sono infatti le organizzazioni che utilizzano la piattaforma, tra cui prestigiose università.

Interessante anche Hotseat, il portale collaborativo sul quale avviare micro discussioni dentro e fuori delle aule. Le potenzialità di questa piattaforma sono davvero illimitate dal momento che, è possibile partecipare ai dibattiti anche attraverso Twitter, utilizzando hashtag unici per ogni tema di discussione, oppure Facebook, grazie a un’applicazione ospitata che replica tutti i servizi del sito web. Stesso discorso le applicazioni su Web e Mobile, indispensabili per essere partecipi real time di quanto si discute nella classi virtuali.

Infine TeacherTube.com, un calco di YouTube ma dedicato esclusivamente agli insegnanti per la divulgazione delle proprie lezioni con tanto di repository di documenti, classi online e gruppi di lavoro. Le discipline trattate sono molteplici e trattano tutto lo scibile umano.

In conclusione, sono diverse le offerte formative e gli strumenti per metterli in pratica direttamente via Web. Ogni mezzo ovviamente ha i suoi punti di forza o debolezza, a seconda dell’uso finale che se ne intende fare. Skype è stato per molti una svolta, azzerando o abbassando di molto i costi legati a una comunicazione classica ma è Facebook la piattaforma che sembra poter accogliere meglio le esigenze della nuova frontiera della Social Education, forte di una community sconfinata e di applicazioni che facilitano l’invio e condivisione di file, l’Instant Messaging, un servizio di mailing e i Gruppi, perfetti spazi virtuali (privati) all’interno dei quali far confluire dati, nozioni e informazioni la cui circolazione è incrementata dal sistema del people tagging, funzionalità pressoché assente in tutte le piattaforme passate finora in rassegna.

A cura di Tommaso Lippiello – www.socialmedialife.it

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