I Social Professional Network strumenti principali per cercare lavoro?

Categoria: IMDL - MONITORANDO IL WEB

La domanda, forse provocatoria, non è nuova o originale perché già nel 2012 l’argomento è stato affrontato e dibattuto, ma vorrei spendere ancora due parole in più su questo tema che ritengo importante soprattutto in questo periodo di crisi occupazionale per cui tutti dobbiamo sfruttare ogni possibilità nuova per cercare di annaspare in questo oceano di curriculum che invadono le caselle postali di tanti addetti alla ricerca di personale e non solo.
Così sembra pensarlo anche Lindsey Pollak, autrice del bestseller Getting from College to Career: Your Essential Guide to Succeeding in the Real World ed esperta dei nuovi trend in fatto di opportunità di carriera e luoghi di lavoro per le future generazioni. La Pollak in qualità di portavoce Globale di LinkedIn, ha pubblicato sul blog ufficiale (http://blog.linkedin.com/2013/01/14/top-job-search-trends-2013/) del social professional network alcune considerazioni in merito a quali saranno i Trend 2013 per coloro che cercano e offrono lavoro.

Il profilo LinkedIn rimpiazzerà i Curricula?

È di pochi giorni fa la notizia del «Sole24Ore» che LinkedIn «allarga i suoi confini e taglia il traguardo di 200 milioni di iscritti con un aumento del 38% dalla fine del 2011. Il social network punta a diventare un hub di contenuti professionali per coinvolgere il pubblico online».
Anch’io da pochi mesi ho cominciato a utilizzare LinkedIn per la visualizzazione delle mie skill e soprattutto per entrare in contatto con i professionisti del mio settore. La mia impressione è davvero positiva e credo che sia una piattaforma molto utile.

Perché? Semplice agli utenti è data la possibilità di diventare “follower” dell’azienda o dell’ente e di seguire gli aggiornamenti riguardo alla attività istituzionale. Nella parte, invece, dedicata ai collaboratori e ai dipendenti, è possibile aggiungere il loro profilo professionale. Questa è una funzionalità fondamentale delle pagine aziendali perché, oltre alla descrizione testuale delle proprie attività, si fa vedere in concreto quali sono le competenze e gli skills presenti nell’istituzione. Inoltre, è possibile anche inserire le opportunità di impiego nella pagina, sfruttando già i collegamenti presenti sul social network. Infine, LinkedIn dà la possibilità di creare gruppi di discussione tra professionisti dello stesso settore o trasversali, utili per lo scambio di conoscenza e per stringere relazioni professionali.

Se dovessi oggi mandare una candidatura a un’azienda sarei molto tentata di non allegare più il tradizionale curriculum in formato pdf, ma inviare solamente una e-mail con una lettera di presentazione e sotto la firma il mio link alla pagina LinkedIn e Twitter ed eventuali link a blog personali.

Certamente la mia è una provocazione, perché le aziende continueranno a richiedere il curriculum attraverso il formato standard, ma la presenza su LinkedIn fornirà un valore aggiunto grazie a un maggior numero di informazioni, l’assenza di limiti nell’inserire competenze ed esperienze e soprattutto il suo carattere pubblico e per tale motivo (?!?!) reale e affidabile.
La forza di LinkedIn è la possibilità di inserire i nostri progetti realizzati, le capacità e le referenze. Quello che vi consiglio di non sottovalutare è la parte dedicata al riepilogo del proprio profilo professionale in headline. Consiglio della Pollak è di compilare il profilo in ogni sua parte dopodiché sottoporlo ad amici e parenti alla ricerca di eventuali punti deboli o aspetti migliorabili.

È un dato di fatto che attualmente molte società, al posto del CV, iniziano a richiedere link di blog personali o pagine Twitter e Facebook dell’aspirante candidato perché attraverso queste pagine si possono carpire tantissime informazioni in pochi click.
Dunque il mio consiglio spassionato è che, se siete in cerca di lavoro, iniziate a digitalizzare in modo corretto tutti i vostri dati perché il datore di lavoro a cui avete inviato ieri il vostro Curriculum vitae potrebbe essere già alla ricerca dei vostri profili.
Sempre secondo la Pollak i membri della cosiddetta Generazione Y sono cresciuti e si apprestano ad accedere al mondo del lavoro, magari in posizioni manageriali (anche in Italia?!?). Per questo motivo è opportuno essere su LinkedIn e riallacciare i contatti con ex compagni di scuola e università, magari attraverso lo strumento Alumni. Potrebbe essere l’occasione per accedere a posizioni interessanti. E se non riuscite a trovare alcun conoscente, cercate comunque professionisti nel settore a cui aspirate e provate a entrarvi in contatto, anche scrivendogli spiegando chiaramente che avete tutto l’interesse a far parte di un network e conoscere nuovi professionisti con affinità esperienziali.
Io credo che oggi molti addetti alla ricerca del personale, solitamente sommersi da centinaia di CV, ai quali concedono in media pochi secondi alla lettura del curriculum, sono già intenzionati a utilizzare LinkedIn come nuovo biglietto da visita del candidato o perlomeno senza lasciare la “vecchia strada” siano tentati dalla curiosità, ogni tanto, andando a sbirciare sul nostro profilo.

Se vi ho convinto allora leggete con molta attenzione l’altro articolo dedicato a LinkedIn e i consigli di Silvia Vianello, docente di Marketing presso la SDA Bocconi di Milano e fondatrice di Reinventami. Consulente strategico di marketing digitale, innovazione ed ecosostenibilità. Conduttrice della trasmissione Smart&App, la tecnologia che migliora la vita, in onda su La3.

A cura di Cristina Romagnolo
@Mercato__Lavoro
@cristinaromagno

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