Il risveglio dell’anima

Il risveglio dell’anima
Categoria: Libri, Narrativa

L’OPERA

Mariella è una donna.
Mariella è malata di aids.
Mariella è bionda, ha i brillantini sotto gli occhi ed è mamma.
Mariella ha incontrato la droga, l’ha abbracciata e sputata un attimo prima che la stritolasse.
Mariella racconta. Mariella narra gli eventi senza accorgimenti stilistici. Scrive, torna indietro, ricalca, cancella, s’incazza, puntualizza, sottolinea, riprende il discorso, abbandona la frase, aggettiva, sorride, accarezza, pensa agli altri, al domani, alla figlia, all’oggi, intreccia storie, ci fa perdere, ci fa ritrovare, ci conduce, Mariella ci invita a stare zitti e ascoltare. Mariella sa quello che vuole dire, e sa che quello che vuole dire è tanto e non ci sta in un discorso, fatica ad essere raccontato in un libro, e così anche quest’opera, questa raccolta di emozioni, diventa una scusa, una possibilità di raccontare per gli altri, perché lei, la sua storia, la conosce bene e non cerca ricami e riconoscimenti. Mariella non gode nel rileggere ad alta voce le sue parole, l’impressione è che non sia una di quelle autrici, più spesso autori, orgasmici al pensiero di una copertina con il proprio nome.
Mariella invece racconta per gli altri, Mariella racconta per chi emargina il diverso senza accorgersi che, in una società votata all’omologazione, la differenza è l’unica fertilità. Mariella racconta per noi, qualunque cosa voglia dire “noi”. Mariella si mette in gioco, senza divertimento ma con il sorriso, in favore di chi l’aids non sa cos’è, non ci pensa o non gli interessa, fino al momento in cui la vita, con uno schiaffo, non glielo presenta nel conto.

È una storia drammatica, quella di Mariella, ma vive un centimetro fuori dal dramma perché Mariella ha trovato la forza di reagire, raccontando e rilanciando la sua avventura, che chiamiamo “vita” per convenzione, attraverso le pagine di un libro, un luogo di comunicazione metafisico dove al lettore è lasciata la possibilità di immaginare i volti, i colori, i vestiti. Le parole, invece, ce le mette lei, Mariella, intrecciando il reale con la speranza, e inscenando così il desiderio di  cambiamento. Un cambiamento di mentalità delle donne e degli uomini (soprattutto), di questo paese, che fa rima con mondo.
Uno dei passaggi più forti del libro è il racconto dello stupro subito. Non si può capire, una cosa del genere; non si può neanche immaginare, ma si può ascoltarne il racconto, dobbiamo farlo e poi raccontarlo a nostra volta perché raccontare le brutture, impegnarsi a condivedere le emozioni, è il primo passo per espellere dalla società, e principalmente dai corpi maschili, il germe della violenza.

È un centimetro fuori dal dramma, la storia di Mariella, ma anche un centimetro fuori dalla retorica e a un metro di distanza dall’insegnamento. E però insegna, la sua storia, a porgerle l’orecchio e accostarci il cuore.
Buon ascolto (Saverio Tommasi).

L’AUTORE

È nata a Torino nel 1957 e vive a Prato.
Alla età di 3 anni contrae la poliomielite. Cresce tra la famiglia di origine a Torino e l’Istituto Don Carlo Gnocchi, in cui si è potuta curare e studiare. A 26 anni, a Prato, scopre di essere risultata sieropositiva al test dell’Hiv. A 28 anni nasce la figlia Maristella, nata da una relazione difficoltosa. Dopo la gravidanza le condizioni di salute si aggravano e contrae l’Aids. Incomincia il calvario delle cure e degli ospedali. A 30 anni entra in una comunità di recupero per tossicodipendenti, il Centro di Solidarietà di Prato. Attualmente vive con la figlia a Prato. Collabora, anche se dall’esterno, con il Centro ascolto della Caritas di Mezzana, e il Centro di Solidarietà di Prato.

RECENSIONI

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